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Pro Loco Arre
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La Pro Loco di Arre è stata rifondata nel 2005 durante la gestione amministrativa di Casotto sindaco, recuperando le attività e le attrezzature dell’Associazione Ricreativa Arre (A.R.A.) e proponendosi come braccio operativo dell’Amministrazione Comunale nelle attività di intrattenimento e promozione turistica del territorio. Il primo Presidente è stato Bizzaro Gilberto, il quale ha istituito, con cadenza annuale, la FESTA in CORTE PAPAFAVA. Il momento clou della Festa, corrispondente con la domenica di chiusura della manifestazione e come riproposto già da oltre venti anni, è la trebbiatura del grano. Questo evento, realizzato con attrezzi d’epoca e da un nutrito numero di figuranti in modo da coprire tutti i ruoli che questa pratica richiedeva, è accompagnata da una sfilata di vecchi trattori con la quale è possibile passare in rassegna l’evoluzione meccanica in campo agricolo a partire dagli anni quaranta. Lo spirito della Festa, organizzata all’interno del complesso PAPAFAVA, è quello di proporre un programma di intrattenimento (musica e ballo) che favorisca la socializzazione delle persone, integrata da mostre ed altro collegate alla realtà contadina del posto. Tutte le sere inoltre è attivo uno stand gastronomico nel quale si possono gustare i prelibati piatti della civiltà contadina: bigoli, baccalà e carne ai ferri. Nel 2007 come Presidente è stata eletta la sig.ra Dominicoli Monica, dimissionaria nel maggio 2010 e sostituita democraticamente nel novembre 2010 da Bruscagin Severino con il nuovo Direttivo. Quest’anno la Festa in Corte giungerà alla sua undicesima , proponendosi sempre con il suo programma di base nel maestoso complesso Papafava dall'11al 21 giugno. A partire dal 2006 è stato proposto, come ulteriore momento della festa, il Cant’Arre, concorso canoro dove gli iscritti (cover o cantautori) si esibiscono con un brano a scelta. I vincitori saranno individuati da una doppia giuria tecnica e del pubblico. Da alcuni anni organizza, con successo, nella palestra comunale Il Veglione di S. Silvestro con cenone ed intrattenimento musicale dal vivo, nell’ottica di festa a km zero per i residenti. Inoltre, nello spirito di massima disponibilità, collabora con le altre Associazioni locali di Volontariato nella gestione e realizzazione di eventi di interesse generale, quali Festa di Primo Maggio, Festa della solidarietà, marcia delle Barchesse e Gemellaggio. La Pro Loco di Arre è aperta a nuovi soci collaboratori e a nuove idee.

ARRE ED IL PAPAZZO PAPAFAVA A 23 km da Padova, nel tratto di pianura tra i corsi dei fiumi Adige e Bacchiglione, si trova il centro abitato di Arre, piccolo comune rurale del Comprensorio Conselvano. privo di frazioni; Arre è citato storicamente per la prima volta come Ari in un documento del 30 gennaio 954. In altri documenti medievali compare anche come Ara, Aire e Are. Tuttavia non si conosce con precisione l’origine e il significato del toponimo. Alcuni ritengono che il villaggio di Arre fosse stato un insediamento agricolo romano e avesse preso questo nome dalla Gens Arria, un’antica famiglia patrizia di Padova. Altri invece ritengono che il nome vada ricondotto alla voce dialettale ara (aia). Altri ancora fanno derivare il toponimo dalla voce latina ara, nel significato di “rialzo di terra” o “punta sporgente dalle acque palustri”, come dimostrano le quote del terreno in corrispondenza del centro rispetto alla campagna circostante Circa la FESTA IN CORTE, il nome e la sua collocazione fanno riferimento all’antica corte dominicale, appartenente un tempo ai Papafava, illustre famiglia magnatizia di Padova e ramo collaterale dei Carraresi. Il complesso edilizio è formato da un grande palazzo padronale, a più piani e con ampio androne centrale, utilizzato un tempo dalla famiglia per la villeggiatura estiva in campagna. A poca distanza, ma staccate dalla dimora padronale sorgono le barchesse, dotate di un grande porticato, dove si trovavano i granai, le cantine, altri magazzini e l’abitazione dell’agente che curava l’amministrazione dell’azienda. Nelle forme architettoniche l’intero complesso ex Papafava si caratterizza per la semplicità e l’essenzialità delle strutture edilizie. La storia di questo complesso ha avuto inizio già nel Quattrocento quando I Papafava disponevano in Arre un discreto numero di piccoli appezzamenti, oltre ad alcuni modesti edifici al centro della tenuta. Verso la fine del secolo XV i Papafava furono impegnati, assieme ai Garzoni e al monastero di Santo Spirito, in un’importante opera di bonifica e di sistemazione fondiaria delle proprie tenute, in particolare nel territorio di Agna dove possedevano vasti beni fondiari. Agli inizi del Cinquecento, per tenace volontà di Roberto Papafava, l’opera di bonifica raggiunse il momento più felice con la realizzazione di un solido argine lungo lo scolo Sorgaglia che ancor oggi unisce Agna ad Arre. Sempre nei primi anni del Cinquecento, Roberto Papafava costruì ad Arre una “Casa de muro et Corte, ara, horto et brolo”, una vera e propria dimora signorile al servizio dei possedimenti annessi, circa 150 campi. Verso la metà del Seicento la configurazione della tenuta in Arre dei Papafava raggiunse un assetto definitivo. La famiglia, infatti, disponeva di “Palazzo, barchesse et altre fabbriche con brolo” e di circa 350 campi, suddivisi in un discreto numero di chiusure e in alcune possessioni, dotate quest’ultime di casa colonica in muratura. Tale assetto restò inalterato anche nel corso del Settecento. Verso la metà dell’Ottocento i conti Francesco ed Alessandro Papafava possedevano in Arre circa 88 ettari, compresi un palazzo per la villeggiatura estiva, un grande fabbricato ad uso agricolo e 11 case coloniche. Agli inizi del Novecento la tenuta contava ancora circa 250 campi. I Papafava alienarono i loro possedimenti presenti in Arre nei primi decenni del Novecento. Infatti, intorno al 1930 l’antico palazzo fu acquistato dal Comune di Arre e fino agli anni Cinquanta divenne la sede della locale scuola primaria, mentre in anni più recenti fu sede della locale scuola secondaria. Verso gli anni 80 in Comune acquistò anche le barchesse e i magazzini. L’intero complesso, data la vastità e vetustà degli ambienti, non ha trovato fin ora un definitive, funzionale e qualificata collocazione nell’ambito delle risorse comunali. E’ usato dalla locale Pro Loco per la realizzazione di questa Festa, inserendo attività e intrattenimenti compatibili con la storia dell’edificio e del territorio.